Termoregolazione   

INFORMAZIONI MEDICHE SULL'ECCESSO DI SUDORE e SULL'ARROSSIRE SENZA MOTIVO  fornite dal Dott. Marcello Costa Angeli - Chirurgo Toracico - Dirigente Medico con incarico professionale di eccellente specializzazione per la patologia del sistema nervoso simpatico  Unità Operativa di Chirurgia Toracica  - Ospedale San Gerardo  - Monza

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IL CORPO UMANO MANTIENE COSTANTE LA PROPRIA TEMPERATURA

Dobbiamo ripartire da un breve cenno sul sudore:

  •       Il sudore è il prodotto di secrezione delle ghiandole sudoripare eccrine ed è un liquido tendenzialmente incolore, leggermente salato, di reazione acida e con composizione variabile di sali, in rapporto alle diverse condizioni fisiologiche dell’organismo.

 

  •      E' costituito per la massima parte di acqua mentre le sostanze solide vi sono contenute nella proporzione dello 0-1%, di cui 3/4 circa sono inorganiche ed 1/4 organiche : delle prime, il principale costituente è il cloruro di sodio ( NACL), quindi il potassio K+ e il bicarbonato HCO3; tra le seconde l’urea. Componenti ancora presenti ma minori ancora sono il lattato e l'ammonio e il glucosio; più tracce organiche.

 

  •      C'è una notevole variabilità individuale nella composizione del sudore a seconda dell'età e della modalità di stimolazione. La funzione principale del sudore è quella di contribuire alla regolazione della temperatura corporea mediante il raffreddamento della superficie cutanea. Tale diminuzione di calore viene provocata dall’evaporazione dell’acqua costituente la massima parte del secreto sudoriparo (in ragione di 0.6 calorie per millilitro di sudore evaporato) e tale meccanismo è regolato dal sistema della termoregolazione. Per cui la quantità di sudore secreta da un soggetto fisico nelle 24 ore dipende dalle esigenze della termoregolazione stessa.  

 

 Ci sono due tipi di sudorazione da conoscere e distinguere:

  •     il primo tipo è                             INSENSIBILE (non apprezzabile e non evidente );

  •      il secondo tipo è invece         SENSIBILE (apprezzabile, evidente e fastidiosa).

 

  •      Il primo tipo è un processo continuo di diffusione di acqua attraverso gli strati cutanei del derma e dell' epidermide. La sua funzione non è di termoregolazione ma <solo di idratazione> e nelle mani facilita la presa favorendo l'interreazione meccanica con gli oggetti. (La sua intensità è disomogenea nelle diverse aree corporee ed è maggiore nelle palme delle mani e dei piedi che sudano continuamente in modo insensibile con flusso molto basso).

    •     Per capire ad una temperatura ambiente di 31° in un adulto a riposo si ha un flusso di 6-10 g/mq ora dalla pelle delle braccia, gambe e tronco; ma di ben 100 g/mq ora dalle palme delle mani e dei piedi e dal volto.

    •     Queste tre ultime aree sono responsabili di ca il 40% delle perdite di acqua da sudorazione insensibile (PERSPIRATIO INSENSIBILIS).

    •     Tale sudorazione insensibile aumenta con l'incremento della temperatura, e per un corpo con una superficie di 1.75mq si sono misurati valori giornalieri di perspiratio insensibilis di 381ml/22c° - 526ml/27° - 695ml/30°.

    •     Poichè la normale temperatura cutanea è di 32-33C° la perspiratio insensibilis si manifesta a valori superiori a 34,5C°.

    •     Questo tipo di traspirazione inizia normalmente dal dorso dei piedi per poi diffondersi ad altre zone del corpo.

    •     Il tasso massimo rilevato di perpiratio insensibilis è in soggetti normali di 2litri/ora ma può salire fino a 4l/ora per brevi periodi ed in condizioni estreme.

    •     Lo stress termico condiziona le zone che sudano in tal modo. In condizioni di basso stress termico sono attivate a produrre perspiratio insensibilis solo le parti inferiori del corpo (arti inferiori).

    •     Aumentando lo stress termico la perspiratio insensibilis si estende al tronco che per le sue dimensioni e per la sua superficie maggiore diviene la parte che andrà a perdere la maggior quantità di acqua.

    •     La fronte è in grado di raggiungere tassi molto elevati di sudorazione ma è una delle zone che si attiva tardivamente.

    •     Ricordo che tale sudorazione non è legata a particolari elementi anatomici ma è un processo di diffusione dell'acqua.

     

  •      Diversamente dalla perpiratio insensibilis la sudorazione che tutti conoscono quella SENSIBILE.

  •      E' prodotta dalle ghiandole sudoripare.

    •     Queste (dette ECCRINE) sono già presenti alla nascita, e ben sviluppate e funzionanti, in numero variabile tra 1,6 e 4/5 milioni su quasi tutta la superficie del corpo ad eccezione del canale auricolare e di alcune parti genitali e delle labbra.

    •     La loro densità media varia da soggetto a soggetto ed a seconda del sito corporeo.

    •     Valori tipici sono

      •      64 ghiandole/cmq sulla schiena e

      •     108 ghiandole/cmq sull'avambraccio,

      • 1    81 ghiandole/cmq sulla fronte,

      •     600-700 ghiandole/cmq sulle palme delle mani e piedi.

       

    •     Anche la dimensione delle ghiandole può essere diversa aumentando anche di 5 volte in soggetti diversi. Tutto ciò spiega le differenze individuali e regionali della capacità di sudare.

    •     Il massimo tasso di sudorazione varia da 2 a 20 nl/minuto/ghiandola.

    •      Per l'anatomia ghiandolare guarda la pagina sul sistema nervoso simpatico.

SUDORAZIONE IN RAPPORTO ALLO SFORZO FISICO IN ATLETI

  •     Aumenta con l’aumentare della temperatura ambiente e del lavoro muscolare. 

  •     La termoregolazione corporea è un meccanismo tendente a mantenere costante la temperatura dell’organismo attraverso l’adattamento dei processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale.

  •     Negli organismi animali la produzione di calore deriva dai processi ossidativi del metabolismo energetico, dall’attività muscolare e dall’alimentazione (per quest’ultima secondo l’azione dinamica specifica degli alimenti).

  •     La produzione di calore legata al metabolismo non è costante.

  •     In condizioni di riposo si ha una produzione di calore di ca. 80 Kcal/ora (ca. 90 watt), che può salire a 400-600 Kcal/ora in una camminata veloce o una leggera corsa. I muscoli scheletrici sono la principale sorgente di calore del corpo umano.

  •      L'organismo ha un basso rendimento nel trasformare energia chimica in meccanica (ca il 20%), per cui una gran parte di questa viene dispersa sotto forma di calore.

  •     Per tale motivo l'organismo risponde con i brividi contro il freddo, così che la disordinata e spontanea contrazione delle fibre muscolare genera calore.

  •     Un organo che produce molto calore è il fegato per la sua attività di innumerevoli processi esotermici.

  •     Infatti la temperatura del sangue reflua dal fegato è superiore di 1° dalla temperatura del resto del corpo.

  •     Le perdite di calore avvengono in gran parte (70% circa) per radiazione e conduzione e convezione; in via secondaria, attraverso il sudore (25%), la respirazione e gli emuntori intestinale ed urinario. 

  •     I meccanismi di termoregolazione sono propri degli animali superiori a sangue caldo od omeotermi (tra cui l'uomo).

  •     L'OMOTERMIA è un notevole vantaggio per i viventi. L'omoterma ha una maggiore capacità di adattamento all'ambiente.

  •     Una temperatura interna costante è importante per il sistema nervoso.

  •     Infatti modifiche della temperatura dell'encefalo producono APATIA e RIDOTTA ATTIVITA' MENTALE, sino a confusione mentale e delirio come nei casi di febbre elevata.

  •     L'efficacia degli enzimi è strettamente dipendente dalla temperatura per la catalisi delle reazioni chimiche; e la natura ha fatto si che la temperatura ideale per molte reazioni chimiche nell'uomo sia di 37°.

  •     Anche l'ossiemoglobina libera ossigeno più facilmente a 37° che a temperatura ambiente.

  •     Gli animali a sangue freddo o PECILOTERMI (rettili, anfibi, pesci) possiedono meccanismi di termoregolazione molto rudimentali, per cui la loro temperatura corporea varia entro limiti abbastanza estesi ed in rapporto alla temperatura ambiente.

  •     Negli animali ibernanti i meccanismi termoregolatori sono operativi solo in determinati periodi dell’anno, per cui quando la temperatura ambiente scende al di sotto di certi valori cadono in letargo. In tale condizione la temperatura corporea diminuisce raggiungendo valori di 20-25° C.

    A seguito di variazioni della temperatura ambientale, gli organismi omeotermi mettono in atto risposte di tipo somatico, endocrino, comportamentale ed in modo particolare neurovegetativo attraverso cui viene adeguata l’entità delle perdite e della produzione di calore. I meccanismi attivati dal freddo sono : l’attività muscolare, la secrezione di adrenalina e di ormone tireotropo, l’aumento dell’appetito (tutti fattori che aumentano la produzione di calore), come anche la vasocostrizione cutanea ed i riflessi di orripilazione e di raggomitolamento, che tendono a diminuire la perdita di calore. Al contrario sono attivati dal caldo: la vasodilatazione cutanea, la ventilazione polmonare e la sudorazione,che favoriscono la dispersione del calore; questi stimoli diminuiscono però anche l’appetito, l’attività motoria e la secrezione ipofisaria di ormone tireotropo, con conseguente rallentamento del metabolismo e quindi della produzione di calore.

  •     L’insieme dei meccanismi riflessi termoregolatori è integrato dall’ipotalamo.

  •     Nell’ipotalamo anteriore (l'area più influente sulla termoregolazione) esiste un centro termolitico: cioè un gruppo di neuroni sensibili ad aumenti di temperatura di 1-2° C capaci di reagire a questi aumenti con l’attivazione dei meccanismi di variazione termica. Lesioni a livello dell’ipotalamo anteriore determinano ipertermia.

  •     Nell’ipotalamo posteriore e laterale esiste un centro termogenetico: costituito da neuroni che risentono della diminuzione della temperatura ambiente, reagendo con l’attivazione di meccanismi conservativi e produttivi del calore.

  •     In determinate circostanze il controllo ipotalamico della temperatura corporea risulta spostato a livello più alto : ciò in particolare si osserva nella febbre, dovuta il più delle volte alla liberazione di tossine che agiscono sui centri termoregolatori dell’ipotalamo attraverso i fattori  pirogeni  dei leucociti circolanti.

  •     Risulta abbastanza evidente il fatto per cui, trovandosi in presenza di lesioni ipotalamiche della termoregolazione, oppure a fatti specifici patologici, od semplicemente a disfunzioni neurovegetative, ne può risultare conseguenza il manifestarsi di alcune forme d'’iperidrosi ( iperidrosi secondaria ).
     

Data  ultimo aggiornamento della pagina : 19/08/2018

 

 

 

 

 

 

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