Mellano D., Salcuni S., Zennaro
A., Lis A., Sedona P
Aspetti di personalità
di pazienti dermatologici affetti da iperidrosi essenziale rilevati tramite
il test di Rorschach valutato col metodo comprensivo di Exner
Personality aspects in dermatological patients suffering of idiopathic
hyperidrosis. Data obtained using Exner's Rorschach Comprehensive System
Scopo del presente lavoro è illustrare i primi
risultati di una ricerca volti al tentativo di delineare un profilo del
funzionamento psicologico di pazienti che soffrono di iperidrosi essenziale
sottopostisi volontariamente a un particolare trattamento con tossina botulinica per bloccare temporaneamente la sudorazione localizzata,
percepita da loro come un disturbo particolarmente invalidante e distonico.
A tal fine ci si è rivolti al test di Rorschach somministrato, valutato ed
interpretato secondo il Sistema Comprensivo di Exner . Il campione comprende
27 soggetti, 9 maschi e 18 femmine affetti da iperidrosi essenziale in forma
grave. I risultati evidenziano in questi pazienti evidenti vissuti
depressivi e difficoltà di coping nelle relazioni sociali ed interpersonali.
SUMMARY
The aim of this paper is to illustrate the first
result of a wide range research. This research is aimed at studying
psychological personality aspects of patients suffering of a severe form of
idiopathic hyperidrosis. Because of the severity of their physical syntoms
these outpatients self-referred for a treatment of botulinic toxine. The
Rorschach test scored and evaluated by Exner Comprehensive System was
administered for personality assessment. The sample includes 27 patients, 9
males and 18 females. The results highlight depressive aspects and
difficulties in coping with social and interpersonal relationships.
Introduzione
La sudorazione viene prodotta da due tipi di ghiandole sudoripare: le
ghiandole apocrine e le ghiandole eccrine. Le prime, prevalentemente
distribuite nelle ascelle e nella regione perianale, svolgono una funzione
preminente nella produzione di ferormone e non sono implicate nel processo
di termoregolazione. Le seconde invece, distribuite in tutto l'ambito
cutaneo e innervate da fibre simpatiche postgangliari a trasmissione
colinergica, si trovano in prevalenza sulle superfici palmari, plantari e
ascellari e hanno un ruolo importante nel mantenimento della temperatura
corporea (Naumann, 1999).
L'iperidrosi può essere definita quale un'eccessiva sudorazione, spontanea o
provocata. Può essere localizzata su tutto il corpo, caratteristica più
tipica, come vedremo, delle iperidrosi definite secondarie, oppure può
essere localizzata in alcune specifiche aree: palmo delle mani e pianta dei
piedi (60-80%), ascelle (30-40%). Altre aree possono essere interessate in
modo meno frequente, come fronte o schiena, e spesso coesistono nello stesso
paziente più localizzazioni affette da eccessiva sudorazione.
La variazione nel livello di sudorazione può rimanere limitata, nelle forme
lievi, ad un problema di eccessiva umidità della zona colpita mentre, nelle
forme più gravi, si può manifestare con un vero e proprio "gocciolamento" in
cui il sudore scivola lungo l'area interessata gocciolando profusamente. In
questi casi possono comparire delle complicazioni dermatologiche perché il
sudore copioso può condurre ad una macerazione della pelle provocando
l'insorgere di infezioni secondarie. Nelle sue forme più gravi l'iperidrosi
può essere veramente invalidante per la vita lavorativa e sociale delle
persone che ne sono affette. Sono soprattutto i pazienti affetti da forme
medie o severe di iperidrosi idiopatica a richiedere un trattamento medico.
L'iperidrosi è connessa ad una neurogenica iperattività delle ghiandole
secretorie. Può essere un effetto di lesioni a vari livelli del sistema
nervoso centrale -corticale, subcorticale e a livello della spina dorsale,
ma può anche essere associata ad alcune polineuropatie. La più frequente
forma di iperidrosi, comunque, è l'iperidrosi essenziale (idiopatica) focale
del palmo delle mani, delle ascelle, o dei piedi. Colpisce lo 0.5 % della
popolazione. La sua patogenesi è sconosciuta ma si ipotizza il
coinvolgimento di un meccanismo centrale che potrebbe essere localizzato a
livello ipotalamico." (Naumann, Jost e Tokia 1999)
L'iperidrosi, quindi, viene definita secondaria se fa parte del quadro
sintomatologico di una specifica patologia mentre viene definita essenziale
o idiopatica se non è riconducibile a una causa conosciuta, se non è
collegata a fattori ambientali come la temperatura esterna o a disfunzioni
del sistema termoregolatore corporeo. L'iperidrosi secondaria riconosce
cause variabili di ordine strettamente neurologico (es: diabete,
ipertiroidismo) o malattie infettive croniche (tubercolosi, AIDS) alcolismo
e neoplasie. L'iperidrosi essenziale non ha eziologia nota; le ghiandole
sudoripare eccrine e la loro innervazione non mostrano alterazioni e
anomalie istologiche, anche se si può ipotizzare una disfunzione del sistema
nervoso autonomo che coinvolga i nuclei ipotalamici e le aree prefrontali.
Dalle storie anamnestiche dei pazienti l'esordio dell'iperidrosi essenziale
sembra situarsi in adolescenza anche se sono frequenti casi di comparsa
durante la prima infanzia o durante la pubertà. Autori diversi . (Schnider
et al. 1997; Lucchi et al. 1998) concordano nel riscontro di una familiarità
in circa il 50% dei casi di iperidrosi essenziale, anche se una componente
genetica non è mai stata dimostrata.
Dal punto di vista medico le ricerche sulla iperidrosi essenziale mirano
soprattutto ad approfondire gli aspetti fisiologici coinvolti nel meccanismo
della sudorazione e/o all'analisi delle tecniche di intervento atte a
diminuire la copiosità del sudore.
Le terapie per l'iperidrosi essenziale focale possono basarsi su tecniche
più o meno invasive ma non è ancora stata trovata una terapia che porti alla
scomparsa del sintomo. Considerato l'impatto invalidante delle forme gravi
di iperidrosi sulla vita lavorativa, i pazienti si trovano ad accettare di
seguire terapie -anche invasive- che comunque danno benefici solo
temporanei. (Schnider et al. 1997; Lucchi et al. 1998). Tra di esse le
ricerche in campo medico attualmente sono molto orientate all'utilizzo della
tossina botulinica perché garantisce migliori risultati con minori effetti
collaterali (Schnider et al. 1997). Per quanto riguarda i possibili aspetti
psicologici collegati alla iperidrosi essenziale, già nella letteratura
medica sono numerosi i riferimenti relativi al coinvolgimento di aspetti
emotivi o di stress nell'aggravarsi del sintomo e che rimandano all'ipotesi
di una possibile componente emotiva nella patogenesi della iperidrosi
essenziale. (Lerer 1997).
La ricerca psicofisiologica si e comunque limitata a cercare di comprendere
e differenziare i meccanismi fisiologici alla base del sudore naturale
(causato dalla temperatura esterna) o di quello definito "mentale"
(sudorazione in condizioni di stress). I risultati delle ricerche in ambito
psicofisiologico hanno permesso di evidenziare che il tipo di sudorazione
che si manifesta nella iperidrosi essenziale è uguale per tipo di
distribuzione e per altre caratteristiche al tipo indotto in soggetti
normali in condizioni di stress. Nei soggetti con iperidrosi sembra che
stimoli come situazioni di eccitamento emotivo, paura, dolore, sensazione di
disturbo fisico e di affaticamento mentale producano una sudorazione
realmente copiosa in rapporto a soggetti normali esposti allo stesso tipo di
stimoli. Tutto questo, naturalmente, in assenza di disfunzioni a carico dei
meccanismi corporei termoregolatori. (Allen et al. 1974). I risultati di
queste ricerche hanno portato ad un tentativo di utilizzare le tecniche di
biofeedback nella terapia dell'iperidrosi ma con un successo piuttosto
limitato (Freeman et al. 1992).
Le ricerche volte a valutare gli aspetti psicologici connessi con
l'iperidrosi si sono prevalentemente orientate a descrivere lo stato di
intensa sofferenza psichica che si accompagna alle forme di iperidrosi più
gravi e che è causato dalle rilevanti limitazioni che ne derivano nella vita
professionale e sociale dei pazienti. Prevalentemente i pazienti descrivono
di provare intense sensazioni di imbarazzo per la loro sudorazione e di
essere portati a limitare al massimo o a ritirarsi dalla loro vita
relazionale. Al di là di questi aspetti inibitori e restrittivi che
accompagnano il disturbo, vengono descritti anche aspetti depressivi e/o
ansiosi con sintomi quali tachicardia e tremori che compaiono in ogni
occasione in cui la sudorazione diventa intensa (Lerer, 1997)
Come osservato da Lerer (1997) in una revisione di tutti gli articoli
pubblicati nella letteratura psicologica sull'argomento, l'iperidrosi è
considerata un disturbo che ha una componente psicosomatica, anche se i
riferimenti a ciò nei testi psichiatrici standard sono pochi, essa può
manifestarsi in persone che hanno disturbi mentali specifici ma più
generalmente viene considerata come una entità a se stante.
Se molteplici sono state le ricerche in campo medico, psicofisiologico e
descrittive di stati psicologici sull'iperidrosi essenziale, molto scarsi
sono i lavori e/o le ricerche volte a studiare quale tipo di funzionamento
psicologico caratterizzasse i pazienti che soffrono di iperidrosi. Esistono
infatti attualmente in letteratura due unici lavori di impostazione
rispettivamente quella comportamentale e psicoanalitica.
Nell'ambito della psicologia comportamentale, Bar e Kuypers (1973) hanno
caratterizzato questi pazienti come " timorosi e incapaci di esprimere le
proprie emozioni". Hanno inoltre sottolineato come tendano a sviluppare ciò
che loro hanno definito "sudofobia", che li porta ad innestare un circolo
vizioso costituito da
1. paura di sudare,
2. aumento della sudorazione (causato dalla paura e dall'ansia),
3. ulteriore incremento della paura/ansia.
Questo circolo vizioso naturalmente determina l'allontanamento da situazioni
sociali. Nel contesto della consultazione psicologica hanno descritto i
pazienti come "ipersensibili, irrequieti, tesi e spaventati".
Nell'ambito della teoria psicoanalitica Dosuzkov (1975) ha descritto
l'analisi di un paziente in cui l'iperidrosi comparve all'età di 27 anni e
più globalmente spiegò la comparsa di questo sintomo, da lui denominato "idrosofobia",
come dovuto ad una conversione collegata ad aspetti pregenitali.
I dati emersi dalle ricerche in campo psicologico appaiono quindi modesti e,
come sottolineato da Lerer (1997) l'iperidrosi essenziale rimane una
questione ancora aperta. Le osservazioni empiriche hanno dimostrato che
esiste un legame tra questa condizione e disturbi emotivi, i pazienti con la
iperidrosi tendono a manifestare disturbi psicopatologici la cui direzione e
severità può essere in misura superiore a quanto ci si aspetterebbe fosse
determinato dalla sofferenza psichica causata dalla patologia in se stessa.
All'interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali (APA
1988,AAVV 1996) non è possibile in nessuna delle classificazioni esistenti,
reperire riferimenti specifici all'aspetto descrittivo-sintomatologico
dell'iperidrosi essenziale.
Obiettivo
Il presente lavoro si propone di descrivere i primi risultati, ottenuti
tramite l'utilizzazione del test di Rorschach, valutato col Sistema
Comprensivo di Exner (1995), di una ricerca tuttora in progress, volta a
delineare un possibile profilo del funzionamento psicologico di pazienti
affetti da iperidrosi essenziale. La ricerca nella sua totalità prevede
l'uso di diversi strumenti psicologici quali: il colloquio clinico di
ricerca, il Rorschach e due inventari sintomatologici: il Symptom
Questionnaire di Kellner (SQ), nella versione italiana di Fava e
collaboratori (1976, 1985, 1985), e l'Illness Behaviour Questionnaire (IBQ)
di Pilowsky e Spence, sempre nella versione italiana di Fava e collaboratori
(1978, 1993).
Gli strumenti Il test di Rorschach
Il test di Rorschach è stato somministrato, siglato, interpretato
utilizzando le procedure di scoring del Sistema Comprensivo di Exner (Exner
1986, 1991; Exner et al. 1992, 1995), scelto per le sue caratteristiche
riconosciute, a livello di letteratura internazionale, di standardizzazione,
fedeltà, validità (e.g. Anastasi e Urbina, 1997). L'approccio del sistema
comprensivo è psicometrico, operazionale e legato alla possibilità di
individuare in termini anche quantitativi le informazioni collegate alla
sfera cognitiva, a quella affettiva, alle strategie di coping e agli stili
di risposta, alle modalità di processamento delle informazioni, all'immagine
di Sé e alla percezione delle relazioni interpersonali. Complessivamente
questi dati forniscono informazioni riguardanti stili o tratti di
personalità, all'interno di un quadro psicometrico e psiconalitico (Exner
1991; Lis, Zennaro 1997).
Seguendo la procedura di analisi si giunge ad un quadro complessivo del
funzionamento del soggetto rispetto ad una serie di clusters di variabili
che danno informazioni su otto aree di funzionamento della personalità tra
loro interrelate: elaborazione delle informazioni, mediazione cognitiva e
ideazione, capacità di controllo e gestione dello stress, caratteristiche
della affettività, immagine di Sé e relazioni interpersonali. Inoltre nella
interpretazione di tale dimensioni viene dato rilievo alla individuazione
dello/degli aspetti di maggiore vulnerabilità, tramite lo studio di quelle
che vengono definite "chiavi di accesso" (Exner, 1991), indici atti a
rilevare quadri potenzialmente psicopatologici, di crisi acuta situazionale
o meno, o stili specifici di personalità del soggetto. Le chiavi di accesso
all'interpretazione individuano il punto di maggiore fragilità del soggetto
e determinano la sequenza con cui verranno poi esaminate le otto aree di
funzionamento della personalità. Vorremmo comunque evidenziare che i dati
rilevati tramite il test di Rorschach riguardano l'organizzazione interna
psicodinamica ed i processi utilizzati dal soggetto. Nella maggior parte dei
casi non costruiscono necessariamente una configurazione o profilo che si
correla o è paragonabile direttamente a precise categorie diagnostiche come
quelle descritte nel DSM IV. Quando nel corso del lavoro si parlerà di
vulnerabilità psicopatologica, derivata dalla positività di indici quali
quelli di depressione, di schizofrenia o della costellazione di suicidio
questo non indicherà una diagnosi manifesta di depressione, di psicosi o un
pericolo autodistruttivo effettivo, bensì ipotesi relative ad aspetti di
disturbo dell'affettività o di disturbo del pensiero che possono
manifestarsi anche in quadri psicopatologici, ma che comunque sono
caratteristici del funzionamento psichico del soggetto.
Metodologia Il campione
Il campione è composto da 27 soggetti, 9 maschi e 18 femmine, di età
compresa tra i 17 e 48 anni, affetti da iperidrosi essenziale in forma
diagnosticata grave. Come rilevato applicando la scala di Hollingshead
(1975), i soggetti appartengono prevalentemente ad una fascia socioeconomica
media (92.6%) ed hanno un livello di scolarizzazione medio-alto (96.3%).
Relativamente allo stato civile circa i due terzi sono single e, ad
eccezione di un 4,8% separato e un 4,8% vedovo, gli altri sono regolarmente
sposati.
Questi soggetti, per la copiosità della sudorazione, invalidante per la vita
quotidiana, hanno specificatamente richiesto di aderire ad un protocollo
sperimentale di trattamento con tossina botulinica, avviato a livello
nazionale, che nella Regione Veneto è stato affidato alla Divisione di
Dermatologia, in collaborazione con la Divisione di Neurologia,
dell'Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo di Venezia. Il trattamento,
eseguito in day hospital, si basa su iniezioni subdermiche, in anestesia
locale, di tossina botulinica in quantità minime e non tossiche. Nel
protocollo medico il trattamento deve essere ripetuto ogni 6-8 mesi. La
tossina botulinica, iniettata nella zona interessata dalla sudorazione in
anestesia locale, blocca la secrezione del sudore da parte delle ghiandole
sudoripare attraverso l'inibizione del rilascio di acetilcolina. Gli
strumenti psicodiagnostici sono stati applicati in concomitanza
dell'incontro per la prima somministrazione della terapia botulinica ed, in
particolare, immediatamente prima. E' previsto un follow up in concomitanza
alla ripetizione del trattamento. I soggetti presentavano tipi differenti di
iperidrosi sia focale che in combinazione. Era comunque prevalentemente una
forma focale alle ascelle (33.33%) o una forma combinata di due (33.33%) o
di tre (18.5%) differenti tipi di localizzazioni. L'insorgenza della
malattia era per quasi tutti i soggetti riferita nel periodo della pubertà o
in adolescenza. Molti pazienti avevano già cercato e attuato, in passato,
trattamenti medici generali al fine di correggere la sudorazione ma nessuno
aveva ottenuto risultati soddisfacenti o duraturi. Ad alcuni, nell'ambito
delle consultazioni mediche per risolvere l'iperidrosi, erano stati
prescritti farmaci ansiolitici o antidepressivi. L'anamnesi per precedenti
diagnosi psichiatriche era comunque negativa. Per questi soggetti infatti il
palmo della mano realmente bagnato, ad esempio, non garantisce una sicura
presa degli oggetti che possono scivolare dalle mani e questo può rendere
impossibile svolgere compiti lavorativi che richiedano una sicura presa di
utensili o il maneggiamento di materiale cartaceo. Un eccessivo
gocciolamento dei piedi rende instabile la marcia e richiede l'utilizzo di
specifiche calzature. L'iperidrosi ascellare comporta la comparsa di
evidenti aloni di sudore che, per la presenza di contenuto salino, possono
rovinare il tessuto degli abiti indossati e impone la scelta esclusiva di
alcuni tipi di tessuti. I pazienti affetti da forme gravi di iperidrosi
molto spesso sono obbligati ad utilizzare alcuni accorgimenti quali uscire
di casa con asciugamani o grandi fazzoletti per potersi asciugare il sudore
o munirsi di due o tre cambi. La condizione di sudorazione copiosa può avere
effetti disagevoli anche nella vita sociale per l'imbarazzo di cui possono
soffrire le persone nel tendere la mano/toccare gli altri con il palmo
gocciolante e nel sentirsi a disagio sempre bagnati e con evidenti aloni.
Il ritiro dalle relazioni sociali, nonostante la severità dei sintomi, non
era descritto mai come estremo o generalizzato a tutte le situazioni anche
se alcuni di loro hanno smesso di frequentare, a causa del disagio provocato
dalle tracce visibili dell'eccessivo sudore, ambienti particolarmente
affollati. Alcuni hanno riferito di avere evitato, a causa del loro sintomo,
incontri sentimentali o altre relazioni sociali e di essersi sentiti a
disagio con il proprio partner.
Procedure di analisi dei dati
Abbiamo proceduto inizialmente ad una prima modalità di analisi del
protocollo attraverso lo studio delle "chiavi di accesso" (Exner, 1991) per
verificare se gli aspetti di maggiore vulnerabilità dei pazienti
iperidrosici fossero più legati alla potenziale presenza di aspetti
psicopatologici, a situazioni di crisi acuta situazionale o meno, o alla
prevalenza di stili specifici di personalità.
Successivamente, per la comprensione del funzionamento psicologico dei
pazienti iperidrosici, come suggerito dallo stesso Exner (1991), ci siamo
soffermati sulla selezione di 33 variabili "strutturali" che si focalizzano
su punteggi critici per la valutazione delle otto aree identificate. Per
ognuna di queste 33 variabili strutturali selezionate, sempre seguendo la
procedura suggerita da Exner, sono state calcolate frequenze e percentuali.
La distribuzione delle frequenze dei soggetti con iperidrosi è stata poi
messa a confronto con la distribuzione del campione normativo americano
applicando la statistica non parametrica di Chi quadro, sulla base
dell'asserzione di Exner che i dati normativi relativi al suo metodo hanno
validità cross-cultural (Exner 1991).
Tenendo poi presenti i risultati ottenuti dall'utilizzo iniziale delle
chiavi d'accesso, la distribuzione delle 33 variabili dei soggetti con
iperidrosi è stata messa a confronto, sempre mediante l'applicazione della
statistica di chi quadro, con le distribuzioni relative a due tipologie di
pazienti ricavate dalla banca dati della Rorschach Foundation di Exner (Exner
1991): la prima relativa a 440 "outpatients" (pazienti esterni non
ospedalizzati in ospedali psichiatrici), la seconda relativa a 315 "inpatients"
(pazienti ricoverati in ospedale psichiatrico) con diagnosi di depressione.
Tabella 1: Chiavi di accesso
Indice di
schizofrenia (SCZI) >3
2 soggetti
7.4%
DEPI>5 e CDI>3
8 soggetti
29.6%
DEPI>5
3 soggetti
11.1%
D<ADJD
(situazione di crisi)
4 soggetti
14.8%
ADJD negativo
5 soggetti
18.5%
Lambda>.99
1 soggetto
3.7%
Risposte di
riflesso >0
2 soggetti
7.4%
Stile EB
1 soggetto
3.7%
Risultati
I pazienti con iperidrosi essenziale: descrizione del campione attraverso
l'analisi delle chiavi d'accesso
Le prime tre chiavi di ingresso (Exner, 1991) riguardano il raggiungimento
di punteggi critici negli indici più legati alla potenziale presenza di
aspetti di funzionamento psicopatologico. Una successiva chiave di accesso
fa riferimento ad una eventuale presenza di uno stato di crisi: situazionale
o meno. La chiave successiva fa riferimento alla capacità di controllo. Le
ultime chiavi di accesso invece fanno riferimento a stili di funzionamento
di personalità.
Per quanto riguarda i soggetti con iperidrosi (si veda Tabella 2) la chiave
di accesso iniziale per il 29.6% dei soggetti è determinata dagli indici
DEPI e CDI positivi. Questa chiave di accesso mette l'accento sulla presenza
di aspetti depressivi e sulle difficoltà di coping che influenzano la sfera
delle relazioni interpersonali e orienta verso una analisi iniziale
dell'area relativa agli aspetti interpersonali che sono visti come primo
aspetto di criticità.
Per l'11.1% dei soggetti iperidrosici l'accesso avviene invece attraverso
l'indice DEPI> 5. La chiave di accesso mette in evidenza soprattutto la
presenza di vissuti depressivi e, con una scarsa incidenza di falsi
positivi, situazioni in cui è realmente presente un vero stato depressivo (Exner,
1991), e con una interpretazione orientata a comprendere le caratteristiche
di funzionamento della affettività.
Nel 33% dei casi la chiave di ingresso è collegata al problema della
capacità di controllo e della tolleranza dello stress (in parte a causa di
una situazione di crisi acuta in parte collegata a caratteristiche stabili
del funzionamento della personalità).
Per gli altri soggetti (14.8%) l'ingresso è collegato ad indici che fanno
riferimento a stili differenti nella organizzazione di personalità.
Per due soggetti (7.4%) l'ingresso è rappresentato dall'indice di
schizofrenia positivo. La chiave di accesso porta ad analizzare soprattutto
le caratteristiche delle funzioni ideative e della capacità di giudizio. Complessivamente per il 40. 7% del campione sembrano risultare evidenti
punti di vulnerabilità che fanno pensare alla sperimentazione di vissuti
depressivi intensi più o meno collegata anche ad una difficoltà di coping
che rimanda ad una inadeguatezza nelle relazioni interpersonali e sociali..
Se ad essi aggiungiamo i due soggetti con indice di schizofrenia positivo
(che rimanda forma di difficoltà a livello della ideazione e della
formulazione del giudizio) il 48.1% fa pensare alla presenza di una
situazione grave di sofferenza psicologica.
A questi vanno aggiunti i soggetti per i quali, pur non essendo la chiave di
accesso collegata ad un indice che può fare sospettare la presenza di una
patologia, è comunque presente uno stato di crisi, situazionale e/o cronico
(D scores e AdjD Scores), collegato ad una limitatezza delle risorse
necessarie a fare fronte alle richieste della vita quotidiana , ad una
mancanza di controllo che spinge all'impulsività e ad una inadeguatezza
nelle relazioni interpersonali. In totale quindi risulta che più del 60% dei
soggetti si trova in uno stato di sofferenza psicologica effettiva.
I soggetti con iperidrosi essenziale confrontati con il campione
normativo di Exner
In Tabella 2, viene riportata la distribuzione delle frequenze e delle
frequenze percentuali nelle 33 variabili identificate da Exner sia
relativamente ai pazienti iperidrosici che ai soggetti del campione
normativo normale di Exner. I soggetti con iperidrosi sembrano differire
dalla distribuzione normativa per numerose importanti variabili (chi quadro
= 3.85 significativo per p=.05, gl=1)
Nei pazienti iperidrosici lo stile EB prevalente (55%), e significativamente
superiore alla distribuzione normale, risulta ambitendente, indicando la non
acquisizione di una modalità stabile e preferenziale di coping (Exner,
1991). Gli ambitendenti sembrano essere persone più immature e vulnerabili
alle difficoltà sia inter che intra personali e con uno scarso o minor
livello di efficienza nell'affrontare i compiti personali, rispetto ai
soggetti con EB intratensivo o extratensivo che hanno acquisito uno stile
stabile di coping.
I pazienti sembrano avere un'organizzazione di personalità poco matura, con
limitate risorse in termini di capacità di controllo e di tolleranza alla
frustrazione (D Scores uguali e minori di zero) e questo crea una
vulnerabilità nella gestione dei problemi della vita quotidiana e nella
gestione delle richieste interne ed esterne. Inoltre si nota che le
difficoltà di controllo e di gestione adeguata lo stress sembrano essere
maggiormente collegate a caratteristiche di personalità più stabili e
durature che non a fattori situazionali, da cui risulta una tendenza a
vivere costantemente con la sensazione di essere sopraffatti dalle richieste
dell'ambiente circostante.
Alcuni degli indici psicopatologici risultano inoltre significativamente più
presenti: l'indice di depressione (DEPI), l'indice di deficit di coping
(CDI) e la costellazione suicidaria (S-CON). Ricerche empiriche (Exner,
1991) indicano come la presenza di un DEPI positivo sia indicativo di
soggetti che esperiscono sentimenti disforico-depressivi.
La positività dell'indice CDI evidenzia la presenza di difficoltà di
controllo e una limitazione nelle capacità di coping che possono causare una
vulnerabilità nei confronti dei problemi quotidiani. Inoltre mette in
rilievo una complessiva non adeguatezza e un senso di impotenza
(helplessness) in relazione alle vicende interpersonali, che causano poi
relazioni sociali impoverite ed insoddisfacenti e sembrano essere in
relazione alle difficoltà nel gestire le naturali domande del mondo sociale.
Spesso si riscontra la positività contemporanea del CDI e del DEPI che
evidenzia una sofferenza emotiva derivata da limitazioni o difficoltà di
coping e da vissuti depressivi caratterizzati da un maggior senso di
helplessness ed irritabilità. Inoltre pare essere indicativa di risvolti
comportamentali di ritiro sociale o di disinvestimento relazionale sulla
base di sentimenti di natura disforica, distimica e anche francamente
depressiva. Le persone con un indice di deficit di coping positivo tendono
ad avere relazioni sociali impoverite ed insoddisfacenti e sembrano essere
in difficoltà nel gestire le naturali domande del mondo sociale. Sembra
inoltre che la capacità di tolleranza allo stress sia messa in scacco da
elementi di disagio (FM + M< Sum Shd) principalmente connessi ad un intenso
bisogno di vicinanza con l'altro, bisogno così intenso che non può mai
essere soddisfatto (SUM T) e dalla presenza di aspetti ansiosi (Sum Y)
(Exner 1991). Terminando l'analisi della presenza di eventuali indici
patologici, 5 soggetti con iperidrosi, con una presenza significativamente
più elevata rispetto alla distribuzione normativa, risultano positivi
all'indice Suicide Constellation, che sembra confermare la presenza di
vissuti fortemente depressivi.
Due dei nostri soggetti risultano inoltre essere positivi all'indice di
schizofrenia con valore critico di 4, come già riscontrato tramite le chiavi
di accesso. Anche questo dato è significativamente più elevato rispetto al
campione normativo. Uno SCZI pari a 4 è indice di una attività ideativa poco
adeguata e caratterizzata da slittamenti, da errori di giudizio e da
inaccuratezza percettiva (Exner 1991). Si tratta di un funzionamento
fortemente indicativo di disturbi del pensiero, significativamente più
presente nei quadri psicopatologici del range schizofrenico/psicotico.
Proseguendo nell'analisi, numerose differenze tra le due distribuzioni sono
presenti anche per quelle variabili che riguardano la mediazione,
l'ideazione, l'elaborazione delle informazioni (ZD > 3; X+% risultano essere
significativamente più bassi; valori X-% significativamente più elevati;
elevati indici Sum 6 Special Scores e Level 2 Special Scores). I pazienti
con iperidrosi sembrano avere in misura significativamente superiore
rispetto alla distribuzione normativa, uno stile iperincorporativo (ZD >3),
una caratteristica stabile che spinge il soggetto ad investire sforzi ed
energia in misura superiore al necessario nelle attività di scanning dello
stimolo. E' una tendenza ad affrontare i campi-stimoli nuovi con estrema
attenzione e perfezione in modo che tutti gli aspetti dello stimolo siano
inclusi nelle attività di scanning. A conferma di questo dato interviene
l'utilizzo in maniera significativamente più elevata, di dettagli molto
piccoli e solitamente inutilizzati per formulare le loro risposte (Dd%)
Sembra inoltre che gli iperidrosici abbiano una tendenza a tradurre gli
stimoli in risposte poco convenzionali e individualistiche anche quando la
situazione stimolo è semplice o precisamente definita (P<4; X+%<.61). I
pazienti con iperidrosi presentano caratteristiche differenti dal campione
normativo anche per quanto riguarda le variabili collegate con gli aspetti
affettivi della personalità (C Pure>0) con una tendenza ad evitare stimoli
emotivi (Afr<.40). Si riscontra anche la presenza di un'immagine di sé
fortemente svalutata (Ego Index <.33) e i vissuti rispetto al sé coinvolgono
anche gli aspetti cognitivi della depressione: presenza di pensieri
automatici negativi (Mor). Infine, si nota una diminuzione dell'investimento
del mondo sociale e la difficoltà a percepire i bisogni e gli interessi
degli altri e a creare relazioni piacevoli e soddisfacenti (diminuzione
significativa del numero di risposte con contenuto umano, H<2 e Pure H=0,
74% dei COP=0), ) ad indicare una diminuzione dell'investimento emotivo
verso il mondo sociale reale ed anche ad una percezione degli altri non
sempre sufficientemente adeguata. Riassumendo, quindi si può affermare che i soggetti con iperidrosi
presentano numerose differenze significative rispetto alla distribuzione del
campione normativo. Queste differenze significative sembrano indicare
maggiori livelli di vulnerabilità in differenti aspetti del funzionamento
psichico: in termini di vissuti depressivi esperiti, di difficoltà nelle
relazioni con gli altri, nel controllo e nella gestione dello stress, nella
modulazione della espressione degli affetti, e, complessivamente, a vari
livelli dei processi cognitivi.
I soggetti con iperidrosi essenziale confrontati con due campioni di
soggetti patologici.
Per verificare gli aspetti di vulnerabilità dei pazienti con iperidrosi,
emersi dal confronto con la distribuzione del campione normativo, abbiamo
provato a confrontare il gruppo dei pazienti con iperidrosi con altri due
gruppi di soggetti presentati da Exner: un primo gruppo di 440 soggetti
"outpatient" con diagnosi differenti accomunati da un grado di sofferenza
psicologica elevato e tale da fare cercare per la prima volta un
trattamento, ed un campione di 315 pazienti depressi ricoverati.
In tabella 3 vengono riportate le frequenze, le frequenze percentuali ed i
valori di chi quadro per il confronto del gruppo dei pazienti iperidrosici
con gli altri due gruppi (chi quadro = 3,84 significativo per p =.05, gl=1).
Per quanto
riguarda lo stile EB, la distribuzione degli ambitendenti, che erano in
numero superiore rispetto al campione normativo, non differisce se
confrontata con gli outpatient. Questo è conforme a quanto emerge dalle
ricerche (Exner 1986) che indica che la percentuale di ambitendenti è
maggiore tra i soggetti con patologia o comunque con elevati gradi di
sofferenza psicologica.
Per quanto riguarda invece gli indici di depressione e di deficit di coping,
si può osservare che il DEPI=6 (che è il livello che consente di
discriminare con una certa sicurezza la presenza di affetti depressivi) e i
valori relativi al CDI sono presenti in misura significativamente maggiore
nella distribuzione di soggetti con iperidrosi rispetto agli outpatients di
Exner (1991).
Per quanto riguarda gli indici connessi con la capacità di controllo e con
la gestione dello stress, i soggetti con iperidrosi sembrano mantenere gli
aspetti di fragilità precedentemente sottolineati in quanto gli indici che
indicano una difficoltà di controllo e la sensazione di essere sopraffatti
dalle normali richieste dell'ambiente sono presenti in misura
significativamente maggiore che negli outpatient.
In merito alla sfera cognitiva, le variabili precedentemente descritte, che
riguardano la convenzionalità della mediazione cognitiva e l'accuratezza
della percezione assumono un andamento che non differisce complessivamente
dalla distribuzione dei soggetti outpatients. Tuttavia il numero di soggetti
che dimostrano una distorsione percettiva severa X-%>.30 è
significativamente superiore nei soggetti con iperidrosi rispetto ai
soggetti di confronto. Anche le variabili che fanno riferimento alle
incongruenze ed illogicità nella ideazione hanno una distribuzione che non
mostra differenze significative rispetto al campione di pazienti. Tuttavia
l'ideazione rimane negli iperidrosici più fortemente marcata dal pessimismo
con una presenza di contenuti morbosi significativamente più elevata.
Per quanto riguarda l'area della affettività gli iperidrosici sembrano
essere significativamente più in grado di modulare gli affetti (FC> CF+C)
anche se permane significativamente maggiore la loro tendenza ad evitare gli
stimolo emotivi.
Per quanto riguarda l'immagine di Sé si mantiene il rimando ad un immagine
di Sé significativamente più negativa anche quando confrontata con gli
outpatient.
Anche le difficoltà nelle relazioni interpersonali permangono
significativamente più elevate, in termini di diminuzione dell'investimento
delle relazioni e di senso di insoddisfazione.
Per concludere si può dire che i pazienti con iperidrosi sembrano avere
alcune caratteristiche in comune con il gruppo degli outpatients,
riguardanti soprattutto variabili collegate al funzionamento cognitivo:
mediazione, processing e ideazione. Punti di fragilità maggiori dei pazienti
con iperidrosi rispetto agli outpatients sono rappresentati dagli aspetti di
controllo e di gestione dello stress, dai vissuti depressivi e dalla
difficoltà nella gestione delle relazioni interpersonali.
Tendenzialmente, a confronto con un campione di pazienti con diagnosi di
depressione e ospedalizzati per questa ragione, si annullano le differenze
significative precedentemente riscontrate con gli altri due campioni di
confronto e connesse con gli indici di depressione e di deficit di coping
(chi quadro = 3.84 significativo per alfa =.05). Anche i contenuti morbosi e
l'indice di egocentricità basso che rimandano ad una immagine di sé
investita negativamente hanno valori conformi alla distribuzione dei
depressi. Possiamo ipotizzare che ciò stia ad indicare quanto realmente
siano intensi i vissuti depressivi esperti dai soggetti con iperidrosi. I
depressi hanno però un funzionamento meno adeguato in tutti gli aspetti
connessi con l'ideazione, con l'elaborazione delle informazioni processing e
la mediazione cognitiva. Nella sfera delle relazioni interpersonali è
comunque meno intenso nei depressi il disinvestimento delle relazioni
interpersonali.
Permane come caratteristica significativamente più elevata dei soggetti con
l'iperidrosi una fragilità nell'area del controllo e della gestione dello
stress. Il campione presenta comunque una maggiore capacità di modulazione
degli affetti rispetto ai pazienti depressi.
Alcune caratteristiche peculiari sono presenti nei pazienti con iperidrosi
sono un numero significativamente più elevato di risposte testura (T>1 in
tabella) che indicano il bisogno di vicinanza emotiva nelle relazioni , un
numero significativamente più elevato di risposte di riflesso (Fr+ rF>0),
che indicano una più elevata concezione di Sé che possono essere viste come
incongruenze rispetto a quanto complessivamente descritto del funzionamento
ma che in realtà devono essere spiegate all'interno di una analisi più
precisa del campione.
Conclusioni In conclusione ci sembra di poter asserire che, complessivamente, i soggetti
con iperidrosi, inclusi nel nostro campione, sembrano presentare diversi
aspetti di vulnerabilità. In particolar modo sembrano possedere limitate
capacità adattative che li portano a sentirsi spesso sopraffatti dalle
richieste emotive e ideative della vita quotidiana. Ridotta sembra essere la
loro tolleranza alla frustrazione e allo stress. Queste difficoltà sono
presenti anche nel contesto delle relazioni interpersonali in cui tendono a
sentirsi inadatti. Hanno, per contro, anche un bisogno, più profondo di
quanto normalmente accada, di vicinanza affettiva che li espone al rischio
di sentire le relazioni come insoddisfacenti. Anche la possibilità di poter
anticipare o prevedere aspetti positivi in una relazione sembra essere
limitata. Il loro vissuto sembra essere caratterizzato da elementi disforici
e depressivi con pensieri pessimistici ed una immagine di Sé connotata
negativamente. Più precisamente sembra esserci un immagine di Sé ideale ed
eccessivamente valorizzata che si scontra con un senso costante di non
adeguatezza.
Gli aspetti di vulnerabilità, soprattutto per quanto concerne la capacità di
controllo e di gestione dello stress, lo stile di coping e le
caratteristiche dell'assetto cognitivo, sembrano costituire aspetti
strutturali della personalità e sembrano non essere prevalentemente legati
ad aspetti situazionali.
Quelli che sono stati presentati ora sono dati preliminari di una ricerca
ancora in corso.
Sarà importante valutare se i risultati che abbiamo ottenuto saranno
confermati all'interno di un campione più esteso. Inoltre sarebbe
interessante valutare se vi sono delle differenze significative nel
funzionamento di personalità a differenti livelli di gravità
dell'iperidrosi. I soggetti con iperidrosi del nostro campione si sono
rivolti ad un servizio specialistico per cercare aiuto dopo aver provato
diversi terapie mediche, sarebbe interessante valutare se soggetti con forme
di iperidrosi più lievi e meno invalidanti, che non richiedono aiuto
specifico per l'iperidrosi, presentino lo stesso tipo di funzionamento
psicologico.
La ricerca proseguirà con l'analisi dei follow up a distanza, successivi al
trattamento.
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