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LA TERAPIA MEDICA NELL'ERITROFOBIA IL TRATTAMENTO MEDICO SI BASA SULLA TERAPIA FARMACOLOGICA CHE E' GENERALMENTE ASSOCIATA ALLA PSICOTERAPIA Va subito detto che tali trattamenti non sono quasi mai sufficienti a risolvere il problema, che trova invece la soluzione definitiva con l'intervento chirurgico di simpaticofrassi videotoracoscopica. La eritrofobia può essere considerata un forma particolare di << fobia sociale >>. Per il trattamento della fobia sociale sono stati sperimentati i più comuni psicofarmaci per valutare se avessero una qualche efficacia nel ridurne i sintomi. Sono stati provati gli antidepressivi triciclici (AT), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori delle mono amino ossidasi (IMAO), i beta bloccanti e le benzodiazepine. In realtà non si dispongono di tantissimi studi sull'efficacia dei farmaci per la fobia sociale. Ciò non toglie che sembri essere presente una certa efficacia da parte della Fenelzina, appartenente alla classe IMAO. Uno degli aspetti, però, molto sottolineati dalla maggior parte degli studi è che, nella maggioranza dei casi, i miglioramenti sintomatologici ottenuti tendono a perdersi con la sospensione del farmaco. Attenzione !! è fondamentale che tali farmaci siano prescritti da un medico specialista in psichiatria. Vediamo brevemente i farmaci:
PUO' FUNZIONARE MA NON E' FACILE ...........la tecnica è quella del Il training autogeno è un po' come un'isola su cui potete rifugiarvi quando avete bisogno di staccare la spina, di riprendere contatto con i vostri desideri, di liberarvi dallo stress.
E un "metodo di autodistensione", come lo ha definito negli anni Trenta il suo inventore, lo
psichiatra tedesco J. H. Schuitz. E' una tecnica di rilassamento profondo che
porta ad allontanarsi temporaneamente dalla realtà. Immaginate che il vostro
atteggiamento abituale, quello con cui vi svegliate ogni mattina e che
assumete durante la giornata, sia come un vestito: il training autogeno vi
permette di toglierlo per un momento e di vedere cosa c'è sotto. Cioè di
percepire le sensazioni che provereste se non foste pressate da doveri,
impegni e necessità.
Fuggire ogni tanto
sull'isola è un modo per diventare più padroni di sé, che è la condizione
indispensabile per sopportare e superare le tensione o per prendere decisioni
importanti. La strada che porta su quest'isola
è fatta di facili esercizi che coinvolgono soprattutto il pensiero.
Niente ginnastica, niente tecniche di respirazione,
basta ripetere nella mente alcune frasi con la massima concentrazione.
Le parole che direte (per esempio "Sono perfettamente calma" o "Le mie gambe
sono pesanti") susciteranno in voi sensazioni fìsiche come pesantezza, calore
o freschezza, che vi faranno raggiungere uno stato di calma psichica e di
rilassamento muscolare.
E come se, con il pensiero, faceste un massaggio al
vostro corpo e alla vostra anima. Più spesso ripetete questo massaggio, più ne
sentirete i benefici: chi pratica con costanza il training diventa meno
sensibile agli stimoli stressanti, quelli che a lungo andare provocano vari
disturbi, dalle contrazioni muscolari (in particolare nella zona delle
spalle), alla tachicardia. Perchè gli esercizi siano efficaci, però, dovete
imparare a eseguirli correttamente. Dovete addestrarvi con costanza e fiducia.
E poi potrete farli ovunque vi troviate, anche in ufficio..
Richiedono poco tempo, basta avere una sedia e trovare un angolo un
po'appartato.
State per iniziare il nostro corso di training
autogeno.
Cercate di rispettare queste regole. Dedicate una settimana a ogni esercizio. Cominciate allenandovi per sette giorni sull'esercizio del peso, poi aggiungete quello del calore e così via fino alla sesta settimana, quando potrete eseguire il programma completoPrima di iniziare un nuovo esercizio ripetete quelli che avete già imparato. Se fate fatica a concentrarvi, non preoccupatevi: all'inizio è normale. Con la pratica, vi basterà ripetere mentalmente la frase guida per far scattare automaticamente lo stato di rilassamento. Rispettate sempre l'ordine degli esercizi. Quelli del peso e del calore, per esempio, sono considerati il punto di partenza fondamentale. Finché non riuscite a percepire le sensazioni giuste, non passate a un nuovo esercizio. Molte persone per arrivare a eseguirli bene impiegano anche il doppio del tempo previsto. Ripetete mentalmente le formule che vi proponiamo, oppure registratele su una cassetta. Evitate invece di pronunciarle ad alta voce: sarebbe una distrazione. Alla fine di ogni seduta eseguite l'esercizio di ripresa senza un buon "risveglio" vi ritrovereste intontite. Le formule del training autogeno sono molto semplici. Se vi sembrano fredde, potete inventarne altre più discorsive (noi ve ne proponiamo alcune). Ma non eliminate le frasi standard perché esprimono al meglio lo scopo finale dell'esercizio. Semmai potete aggiungervi alcune parole. Da fare in conclusione: Dopo ogni seduta di training, per uscire dallo stato di rilassamento, è necessaria la cosiddetta ripresa, in tre mosse.
Lo scopo del training autogeno è trasformare lo stato di
tensione in rilassamento.
L'ideale, quindi, è allenarsi in un ambiente calmo e accogliente. Quando seguite il programma di addestramento, tenete presente questi consigli
Gli esercizi di training autogeno si possono fare stando in una delle tré posizioni che ora vi spieghiamo. Vi suggeriamo di provarle tutte per decidere quale è più adatta a voi, quale vi fa sentire più rilassate e a vostro agio. Potete anche usarle tutte alternandole. Soprattutto non dovete essere troppo "fiscali" con voi stessi ne troppo perfezionisti: non occorre misurare esattamente l'angolo di apertura delle gambe o il punto preciso in cui appoggiare braccia e gambe. L'unica regola è che dovete sentirvi assolutamente comodi e liberi. Perciò potete anche modificare leggermente queste posizioni. Le prime volte che fate training autogeno dedicate almeno 20 minuti all'allenamento, per assaporare bene la posizione e per vedere se avete qualche sensazione imprevista, come paura, inquietudine o brividi. In questo caso, provate un'altra posizione.
È la posizione più indicata per chi è agli inizi e per chi ha più difficoltà a rilassarsi. Fate così.Sdraiatevi a pancia in su, sopra un materassino, una stuoia o un letto. Ricordate di evitare le posizioni oblique, che possono provocare giramenti di testa o disorientamenti. Chiudete gli occhi, rilasciate la mandibola. Se non riuscite a rilassare il collo, usate un cuscino basso. Abbandonate le spalle; per aiutarvi, allungate le braccia verso i piedi e poi rilassatele. Tenete le braccia distese lungo il corpo in modo che non tocchino i fianchi, con i gomiti leggermente flessi. I palmi delle mani devono essere rivolti verso il basso, le dita abbandonate a se stesse in una posizione di tutto relax. Divaricate leggermente le gambe, tenendo le punte dei piedi rivolte verso l'estemo. Iniziate a ripetere mentalmente: "lo sono perfettamente calma e distesa". E, appena vi sentite pronte, passate al primo esercizio.
È l'ideale per chi pratica il training autogeno in ufficio, durante la pausa di metà giornata. Ma è molto consigliata anche a chi, durante gli esercizi di training, tende ad addormentarsi.Scegliete una poltrona con lo schienale alto e il sedile comodo e ampio. Appoggiate il capo sullo schienale, guardate leggermente in su e chiudete gli occhi. Se preferite, usate un cuscino per sostenere il collo. Adagiatevi comodamente allo schienale della poltrona. Appoggiate le braccia sui braccioli, tenendo le dita allentate. Tenete le cosce completamente appoggiate alla poltrona, con le ginocchia leggennente divaricate e le piante dei piedi ben appoggiate al pavimento. Quando vi sentite pronti, cominciate a ripetervi mentalmente: "lo sono perfettamente calma e distesa". Ripetete la formula più volte, finché vi sentite abbastanza tranquille e concentrate per il primo esercizio.
Questa posizione copia il sistema con cui i
cocchieri, senza scendere dalla carrozza, si riposavano tra una corsa e
l'altra. È adatta a chi è già allenato ma, soprattutto, a chi ha bisogno di
ricorrere al training in situazioni di emergenza (prima di un esame o di un
colloquio, per esempio).
Sedetevi su uno sgabello, con il capo rilassato e il busto sostenuto. Per
trovare la posizione, aiutatevi così: con una profonda inspirazione allungate
la schiena, poi, espirando, curvate in avanti il dorso e fate ciondolare la
testa tra le spalle con la mascella rilassata.
Divaricate le gambe e portate i piedi leggermente più avanti delle
ginocchia. L'ESERCIZIO DEL PESO
Lunedì, martedì, mercoledì
Cominciate concentrandovi sulla parte superiore del corpo. INIZIO: mettetevi nella vostra posizione preferita , fate una profonda inspirazione e ripetete mentalmente per tré volte la prima formula: "Sono perfettamente calma e distesa". FASE CENTRALE: passate alla frase: "II mio braccio destro è pesante" e pensatela per sei volte; fate lo stesso con la frase: "Il mio braccio sinistro è pesante". CONCLUSIONE: ripetetevi: "Sono perfettamente calma e distesa" per tré volte. A questo punto, iniziate la ripresa . In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio: "Sento crescere in me il desiderio di isolarmi. Il mio corpo e la mia mente sono disponibili. Si stanno rilassando i piedi, i polpacci, le cosce, il bacino, i fianchi, la colonna vertebrale, le mani, le braccia, le spalle, il collo, la fronte, gli occhi, le guance, la bocca". Per la fase centrale: "Mi concentro sul braccio destro. Cerco di visualizzarlo nella posizione in cui si trova. Cerco di sentirlo immobile e disteso. Sento la mano, la forma della mano, le dita, le unghie, il polso; salgo fino alla spalla. Sono in stretto contatto con il mio braccio destro. Lo sento immobile, rilassato e pesante. È sempre più rilassato, sempre più pesante". A questo punto potete ripetere la fonnula standard per sei volte, oppure continuare così: "Mi lascio andare al senso di pesantezza. Ora mi sposto al braccio sinistro (o destro)". Per la conclusione: "Mi concentro su entrambe le braccia. Sono piacevolmente pesanti. La mia mente è leggera. Le braccia sono pesanti, la testa è leggera. Mi sento calma e distesa". Giovedì, venerdì, sabato. Ecco le frasi più discorsive da usare in alternativa. Per la fase centrale: "Sposto la mia attenzione sulle gambe. Se sento tensione, visualizzo il punto, lo immagino e la tensione scompare. Ascotto le gambe, i piedi, i polpacci, le cosce, l'inguine. Le gambe si stanno facendo pesanti." Per la conclusione: "Dalle gambe torno alle braccia. Le braccia sono pesanti e rilassate. Sono calma e distesa". Domenica Un consìglio L'ESERCIZIO DEL CALORE
Ora potete introdurre nella seduta di training
l'esercizio del calore. Ma ricordate di cominciare sempre da quello del peso
secondo lo schema imparato domenica. Quando sarete più esperte, vi basterà
dire: "Peso" o "Calore" per provare subito queste sensazioni.
Lunedì, martedì, mercoledì In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio: "II mio corpo è immobile e rilassato e caldo dalla punta dei piedi fino alle spalle. La testa è leggera". Per la fase centrale: "Mi concentro sul braccio destro: avverto i suoi muscoli. Si sta facendo caldo. Mi concentro sul braccio sinistro. Anch'esso ora è caldo". Per la conclusione: "Mi sento calma e rilassata. Le braccia sono calde. La mente è libera e leggera" Giovedì, venerdì, sabato. Ecco le frasi più discorsive da usare in alternativa. Per l'inizio: "Le mie braccia sono immobili, si stanno facendo pesanti, sono rilassate e calde". Per la fase centrale: "Vivo il mio corpo nella sua totalità, lo sento calmo, rilassato e pesante" Per la conclusione: "Risalgo alle braccia: sono calde. La mente è libera e leggera". Domenica Un consìglio L'ESERCIZIO DEL RESPIRO
L'obiettivo della terza settimana è riuscire a respirare
come chi dorme, facendo cioè prevalere l'inspirazione sull'espirazione. Ma non
imponetevelo con la forza della volontà: sarebbe controproducente e contrario
allo spirito del training. Quando riuscirete a rilassarvi completamente,
questo ritmo respiratorio sarà spontaneo.
Da
lunedì a domenica: In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio:"II mio corpo è rilassato, pesante e caldo. La testa è leggera. Il mio corpo si muove". Per la fase centrale: "La mia carne si muove solo per l'effetto del respiro. La mia carne respira, è viva, vitale. Il corpo si dilata e si restringe. I polmoni e il torace si dilatano e si restringono. Le braccia, le gambe, l'addome e tutto il corpo respirano. Lascio che il mio respiro scorra automaticamente. Tutto il corpo respira- II respiro se ne va da sé. Il corpo respira da solo, io sono uno spettatore". Per la conclusione: "La mente è libera e fresca. Corpo, peso, calore, respiro. Il mio corpo è una massa pesante e calda che respira". Un consiglio L'ESERCIZIO DEL CUORE
Dopo esservi allenate con le basi del training autogeno,
potete introdurre gli ultimi tre esercizi. Sono detti complementari perché non
sono indispensabili: per una seduta efficace bastano i primi tre. Ma con
questi nuovi esercizi raggiungerete uno stato di rilassamento molto più
profondo. Attenzione, però: eseguiteli solo quando vi sentirete pronte, cioè
quando i primi tre (quelli del peso, del calore e del respiro) vi riusciranno
perfettamente. Questo esercizio è dedicato al cuore: durante la seduta
cercherete di sentirne il battito e di rallentarlo finché avrà lo stesso ritmo
di quando dormite. Appena sarete più esperte e riuscirete a rilassarvi
rapidamente, potrete sfruttare questa capacità di autocontrollo tutte le volte
che uno spavento o una forte emozione vi fanno battere il cuore all'impazzata.
Da lunedì a domenica: In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio: "II mio corpo è immobile e rilassato e caldo dalla punta dei piedi fino alle spalle. La testa è leggera". Per la fase centrale: "Mi concentro sul braccio destro: avverto i suoi muscoli. Si sta facendo caldo. Mi concentro sul braccio sinistro. Anch'esso ora è caldo". Per la conclusione: "Mi sento calma e rilassata. Le braccia sono calde. La mente è libera e leggera" Giovedì, venerdì, sabato. Ecco le frasi più discorsive da usare in arternativa. Per l'inizio: "II mio corpo è una massa pesante, calda, viva. Il mio corpo respira da solo. Il respiro se ne va da sé. La mia mente si abbandona, e si lascia trascinare completamente- Tutto avviene da solo, automaticamente". Per la fase centrale: "Dal mio petto si leva una piacevole pulsazione. Mi concentro. Sto cercando di ascoltarla.Ascolto il mio cuore che pulsa regolarmente, e tutto il corpo pulsa con il cuore. Un cuore in un corpo vivo, pesante e caldo. Un corpo che respira". Per la conclusione: "Peso, calore, respiro, cuore- La mia testa è leggera, rilassata e fresca. Si lascia guidare. Un corpo pesante, caldo, che respira e pulsa. Io sono calma e distesa". Un consìglio L'ESERCIZIO DELLA PANCIA
Ora aggiungete alla vostra sequenza di esercizi quello
sul plesso, che è una della parti più
importanti del corpo. Si trova nella zona
bassa dell'addome, appena sotto l'ombelico, e forma su entrambi i lati della
colonna vertebrale una catena di nervi. Questi sono collegati con il midollo
spinale da una parte e con i visceri dall'altra. Le fibre nervose del plesso,
infatti, aderiscono ai vasi sanguigni che penetrano in tutti gli organi. Ecco
perché, lavorando su questa parte del corpo, si provoca una vasodilatazione,
cioè un maggior afflusso di sangue agli organi. In questo modo avvertirete una
piacevole sensazione di calore all'addome.
Da lunedì a domenica: In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio: : "II mio corpo è una massa pesante, calda, che respira e pulsa. La testa è fresca e leggera. La mia mente è disponibile a conoscere più a fondo il mio corpo. Percepirlo più intimamente nei suoi visceri". Per la fase centrale: "Entro nei miei visceri, nel mio addome. Tutti gli organi addominali si rilassano e la zona addominale si fa calda, un calore che si irradia fino in superficie. Sento un calore diverso da quello del resto del corpo. I visceri sono caldi e tutto il corpo è rilassato. Il mio corpo è una massa pesante e calda che respira e pulsa". Per la conclusione: "La testa è leggera. Peso. Calore. Respiro. Cuore. visceri. Mi sento perfettamente calma e distesa". Un consìglio L'ESERCIZIO DELLA FRONTE
Quando siamo tesi o stressati la testa ci sembra pesante
e calda. Mentre le mani e i piedi si raffreddano. Con il rilassamento, invece,
questa situazione si ribalta: il corpo diventa caldo e pesante e la testa
leggera, fresca e libera dai pensieri. Questa sensazione può essere spiegata
grazie al maggior afflusso di sangue al busto e agli arti e, di conseguenza, a
un alleggerimento del capo. Per ottenere questo risultato c'è uno specifico
esercizio del training autogeno. Eccolo.
Da
lunedì a domenica: In alternativa alle formule che vi abbiamo dato, vi suggeriamo alcune sequenze di frasi più discorsive: potete usarle al posto delle precedenti, a vostra scelta. Per l'inizio: : : "Tutto il mio corpo è caldo, pesante. Respira e pulsa. I visceri sono rilassati e caldi". Per la fase centrale: "La testa è leggera. La fronte piacevolmente fresca. Il corpo è pesante e caldo, respira e pulsa, l'addome è caldo. La fronte è fresca, la mente sciolta e libera. Avverto le sensazioni e più le sento più cresce il mio stato di quiete". Per la conclusione: "Peso, quiete, calore, quiete, respiro, quiete, cuore, quiete, visceri, quiete, fronte fresca, quiete. Il mio corpo è rilassato. Sono calma e distesa. Perfettamente calma e distesa". Un consìglio Avete seguito il corso di training in sei settimane? Bene, ora potete personalizzarlo. Vorreste superare la timidezza, la paura di arrossire? Qualunque sia il vostro problema, potete rafforzare la volontà di superarlo inserendo negli esercizi di training alcune formule fai da tè. Ma come trovare la frase che vi aiuterà? Scegliete il problema su cui volete lavorare; per iniziare prendetene uno non troppo grave. Per esempio fumare meno sigarette. La formula si deve dividere in tre momenti, cioè deve essere composta di tre brevi frasi.
Un consiglio. Quando cercate le qualità da inserire nella formula, evitate le parole che iniziano con prefissi negativi: "de", "dis" o "ab", come disinvoltura o abnegazione. E non inserite mai nella frase la parola paura. Formulate solo propositi in positivo, per esempio: "Voglio essere coraggiosa". Ora provate a usare la formula che avete creato. Potete dedicarle uno spazio dopo i tré esercizi fondamentali (quelli del peso, del calore e del respiro) o alla fine, prima della ripresa. Oppure, se è un'emergenza, subito dopo gli esercizi del peso e del calore. Seduta dopo seduta, vi scoprirete più forti e determinate |
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A cura del Dott. Marcello Costa Angeli
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Medico - Chirurgo Toracico H. San
Gerardo - Monza - Centro specializzato nella cura dell'iperidrosi ed
eritrofobia - tel. 039-233-3561/3562/3613 - Le informazioni assunte da queste pagine devono essere sempre vagliate
dal proprio medico curante a cui invito a rivolgere tutte le domande utili a
dissipare ogni Vs. dubbio. Copyright © 2001/2/3/4/5/6/7 - Dott. Marcello Costa
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Dott. Marcello Costa Angeli
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