Eritrofobia   

INFORMAZIONI MEDICHE SULL'ECCESSO DI SUDORE e SULL'ARROSSIRE SENZA MOTIVO 

fornite dal Dott. Marcello Costa Angeli - Chirurgo Generale e Toracico

già Dirigente Medico con incarico professionale di eccellente specializzazione per la Patologia del Sistema Nervoso Simpatico  della

Unità Operativa di Chirurgia Toracica  - Ospedale San Gerardo  - Monza

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F.A.Q. Eritrofobia
Sulle fobie

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ERITROFOBIA o EREUTOFOBIA 

(paura di arrossire)

E' LA TENDENZA AD AVERE ROSSORI INCONTROLLATI IMPROVVISI AL VOLTO

( traduzione letterale )



 

Sei a cena con i tuoi amici che non senti da un pò e ovviamente sei
contentissimo di rivederli. La serata è delle migliori e tutto va per il
meglio, anche se dentro di te pensi che nel locale fa un pò caldo, e cerchi di
farlo notare pure agli altri.
Si parla del più e del meno, di come va il lavoro, i figli, l'università,
il computer e tutto sembra filare liscio fin li ma,....... tra poco toccherà
a te spiegare agli altri come ti vanno le cose. Cerchi di non dare importanza
alla cosa, anche se sai già benissimo cosa sta per accadere.
Ecco che vampate di piccola intensità cominciano a spingere dallo stomaco
verso l'alto, una dopo l'altra ed ognuna lascia il suo segno indelebile.
Cominci ad innervosirti e cerchi di mantenere il controllo; il tempo stringe
tra poco toccherà a te parlare, devi controllarti!!!....
Troppo tardi è il momento. Tutti gli occhi sono puntati su di te, tutti sono
ansiosi di sentire cosa dirai, tutti ti osservano maledettamente attenti.
Eccola che arriva, è lei. Una vampata di calore incontrollabile ti investe.
Non puoi fare nulla per fermarla, il viso sembra scottarti ed è sempre più
rosso mentre tutti cominciano a guardarti con un'aria stupita e allo stesso
tempo divertita. Per te però non è divertente anzi la situazione è troppo
imbarazzante e non resisti più, il tuo viso è ormai viola e sulla fronte sono
comparse vistose gocce di sudore. Il panico si è impadronito di te.... cosa
fare? Devi distogliere la loro attenzione da te ma come? Trovi una
stupidissima e banalissima scusa per scamparla, ma sembra quasi che riescano
a leggerti nel pensiero, è tutto inutile. Ormai tutti sanno che sei un
imbranato, un insicuro, sanno che qualcosa in te non va.
Tu sei diverso da loro, non sai stare in mezzo alla gente, non puoi neanche
pensare di farlo che già diventi rosso e sudi. Sconsolato te ne torni a casa
sperando di dimenticare la brutta esperienza
ma sai che domani....lei sarà
ancora la, pronta ad assalirti
proprio nel momento meno opportuno.
Ecco cosa farai allora d'ora in poi; cercherai di evitare tutte quelle
situazioni che potranno metterti in imbarazzo, a costo di rinunciare a tanti
bei momenti. Non dovrai mai parlare con nessuno del problema, tu sei diverso,
le persone normali non hanno questo problema.
Speri di trovarti una mattina a non dover più convivere con la Vampata......
Ma è solo un sogno, nessuno può aiutarti, nessuno può capirti.
Che peccato
però, ti piace così tanto stare in mezzo alla gente, se non avessi quello
stupido rossore sarebbe tutto "normale". Ogni speranza se n'è ormai andata e
ti accontenti di vivere la vita cosi com'è. Solitaria e castigata.
A chi importa conoscere una persona come te?

A noi naturalmente.

A tutti coloro che condividono il tuo stesso problema.
Pensavi davvero di avere l'esclusiva????

Questa situazione è una particolare forma di fobia, detta anche "ereutofobia", dal greco éruthros, cioè "rossore". Di norma il rossore delle guance è un fenomeno comune e  non patologico. Viene provato dalla maggior parte delle persone in determinate circostanze, non sempre spiacevoli ma comunque  imbarazzanti (oltre che la vergogna, anche un complimento o una battuta di spirito possono causare improvvisi rossori). La pelle è l'ultima zona di confine del nostro Io, e mentre i pensieri sono del tutto invisibili ad un occhio esterno, ciò che accade sulla pelle e perfettamente constatabile anche da un osservatore lontano o disattento. Quando la pelle delle guance, del viso e del collo diventa rossa e accaldata è impossibile negare che si è in quel momento francamente emozionati. Il rossore di una persona è notato dagli altri o può divenire oggetto di scherno e di derisione. Per cui il vissuto della persona emozionata e' quello di sentirsi improvvisamente catapultata al centro dell'attenzione sociale come se i confini del proprio Io fossero diventati permeabili e trasparenti. Se l'imbarazzo provato si ripete frequentemente porta ad  una ossessiva auto-osservazione critica.  Questa esaltata coscienza di sé diviene paralizzante nelle situazioni sociali e instaura meccanismi che conducono alla dipendenza acritica dagli altri con forti sentimenti di auto-svalutazione.  Chi diventa rosso viene giudicato un timido privo di carattere, che si spaventa o si scoraggia perchè si mostra goffo e impacciato nei rapporti con gli altri. Vi sono delle persone timidissime, inibite e  socialmente disadattate, che non arrossiscono ma esprimono il loro disagio con sintomi meno "visibili": quali il tremore alle mani e alle gambe, la deglutizione difficile, la voce flebile ecc. ecc..  Anche chi non fosse originariamente un timido, ma solo un individuo molto emotivo, corre il rischio di diventare timido in seguito a  ripetute manifestazioni somatiche di rossore (eritrosi ), che causano la spiacevole sensazione di essere ridicolo e nudo nell'anima provocando vissuti di vergogna e di disagio quando è in mezzo agli altri. Il pregiudizio sociale vuole infatti che il tipo che diventa spesso rosso sia  inadeguato, fragile ed incapace di autocontrollo.

Il perchè esista tale condizione nel genere umano è ignoto. Una plausibile ipotesi potrebbe essere che per l'affermarsi della socializzazione, i comportamenti difformi dal comune interesse abbiano trovato come alleato importante l'arrossire in volto. Questo proteggerebbe l'interesse comune dall'interesse del singolo esponendone il disagio. Sarebbe espressione dell'ansietà verso le possibili reazioni della comunità.

Il timore di essere svalutato a causa dei propri rossori, può scatenare un comportamento fobico. La paura di diventare rossi diventa  un'ossessione, un'idea penosa, presente alla mente in modo continuo che  causa  grande angoscia. L'ereutofobico grave teme in ogni momento di diventare rosso, con qualsiasi persona e per qualsiasi motivo.

A volte le personali reazioni a tale  disagio possono essere opposte. Questo avviene quando si mettono in atto comportamenti deliberatamente provocatori e alternativi per cercare di far dimenticare al più presto a tutti il proprio momento di imbarazzo in favore di un atteggiamento eroico carico di valenze positive. Per cui molte persone che soffrono di questo disagio si fanno forza e affrontano eroicamente ( e...spesso con successo) le situazioni più difficili e socialmente pericolose (considerate attuabili solo dai più forti temperamenti). Dietro il successo di molte persone dello spettacolo o della politica si nascondono spesso dei "timidi" che hanno intrapreso e vinto una difficile battaglia con se stessi. 

I comportamenti tipici dell'ereutofobico sono:

  •     Sottrarsi allo sguardo altrui

  •     Indossare sempre, anche in inverno, occhiali da sole scuri

  •     Nascondersi spesso dietro un fazzoletto, con la scusa di soffiarsi il naso

  •    Distogliere lo sguardo giocherellando o interessandosi improvvisamente agli oggetti presenti nell'ambiente

Spesso queste persone escono di casa con le tasche o la borsetta piene di gingilli, portati per distogliere l'interlocutore dal previsto imbarazzo. Le donne "ereutofobiche"  si truccano molto con fondotinta scuri e molto fard alle guance. Chi può si abbronza al primo sole o con l'ausilio delle lampade. Gli uomini, non potendosi truccare fanno crescere la barba, diminuendo la  zona di cute esposta alla vista.  Molte persone hanno il vezzo di toccarsi o sistemarsi i capelli proprio nel momento del maggiore imbarazzo con movimento studiati ad hoc davanti allo specchio che possono sia coprire vaste zone del viso e distogliere l'interlocutore da uno sguardo troppo attento e concentrato. Tutti evitano il rosso nel vestiario per allontanare da facili comparazioni delle persone meno gentili fra il colore delle guance e quelle del capo d'abbigliamento. Al ristorante sono preferite  le cena a lume di candela e le posizioni in controluce che impediscono all' interlocutore di focalizzare l'attenzione sul colorito.

Il rossore cutaneo è conseguenza di una vasodilatazione diffusa del volto e del collo indotta dal sistema nervoso ortosimpatico che è  controllore della nostra vita vegetativa, non sottoposto al potere della nostra volontà. 

Il training autogeno comprende tecniche che permettono con molta fatica, determinazione e lavoro, di rendere più controllato il sistema autonomo ortosimpatico; ma questo è praticamente impossibile. Alcuni recenti studi hanno visto che queste situazioni sono accompagnate da una iperattività dell' AMIGDALA, che è una zona del sistema nervoso centrale importante per il controllo delle emozioni, che risulta molto più attiva in coloro che non soffrono di eritrofobia.

LA TERAPIA MEDICA NELL'ERITROFOBIA

Sono trattamenti di pertinenza del medico specialista Psichiatra, raramente sufficienti a risolvere completamente il problema. L' eritrofobia è un forma particolare di  fobia sociale.  

Per il trattamento della fobia sociale sono stati sperimentati molteplici psicofarmaci per valutare se avessero una qualche efficacia nel ridurne i sintomi. (antidepressivi triciclici (AT), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori delle mono amino ossidasi (IMAO), beta bloccanti e le benzodiazepine). 

Nella maggioranza dei casi i miglioramenti sintomatologici ottenuti con i farmaci tendono a perdersi con la sospensione del farmaco.

Non volendo indurre chi consulta ad una scelta ed un uso inappropriato dei farmaci ritengo sia meglio non approfondire l'argomento, ed invito invece a consultare sul tema il proprio Medico Psichiatra di riferimento.

Se non riuscite ad attuare tecniche di autocontrollo la soluzione più semplice e rapida per avere ragione dell'eritrofobia è  bloccare perifericamente le scariche emotive dell'ortosimpatico  e quindi << operarvi >>.     

Vai alla terapia chirurgica >>                                          

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Una mia paziente ha fotografato il risultato dell'intervento eseguito sulla parte sinistra. Mostra come  il rossore del volto sia bloccato dalla parte operata

Un mio paziente operato a destra con eritrosi residua solo sinistra

 

Se avete bisogno di ulteriori informazioni potrete scrivere una mail a: mangeli@yahoo.com

  Data  ultimo aggiornamento della pagina :11/09/2020

 

 

 

 

 

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