|
La chirurgia del simpatico toracico
all'inizio era di tipo a cielo aperto
e oggi ha ormai solo validità storica.
La chirurgia della catena simpatica toracica a
cielo aperto è stata oggi praticamente abbandonata per la sua invasività e per
le sue complicanze a tutto favore delle tecniche toracoscopiche mininvasive a
torace chiuso. Riporto per completezza d'informazione alcune note oramai storiche di queste
metodiche. Le tecniche a cielo aperto a disposizione fino all'avvento dell'ETS
comprendevano interventi perle seguenti vie di accesso:
 |
via di accesso |
autore |
|
|
White |
|
|
Telford |
|
|
Atkins |
|
|
Roos |
- posteriore extra-pleurica
|
Smithwitch |
|
|
Gask e Roos |
|
|
|
Praticamente abbandonate le altre vie di accesso, attualmente l’alternativa
chirurgica ancora praticata e praticabile è rappresentata dalla denervazione
secondo Telford ( sovraclaveare ) contro quella secondo Atkins ( ascellare
transpleurica ) . Entrambe le tecniche sono valide e possiedono aspetti positivi
e negativi.
Per quanto riguarda la metodica con incisione paravertebrale (ideata nella prima
metà del secolo da White) ha un interesse puramente storico in quanto ormai
ampliamente superata. Vale la pena riportarla perchè senza di
lei oggi non avremmo le informazioni che ci servono per operare in
Videochirurgia a torace chiuso riducendo tempi operatori, danni e complicanze.Nel 1852 Claude
Bernard e Brown Sequard descrissero il ruolo del sistema simpatico nel
controllo della circolazione. A queste informazioni si aggiunsero nel 1889
quelle riguardanti l’anatomia del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) ad opera di Gaskell e Langley.
La conoscenza di queste preziose ed incomplete
informazioni sull’anatomia e la fisiologia del SNA tentarono oltremodo un
chirurgo di nome Alexander che nel 1889 eseguì la prima simpaticectomia della storia. L’indicazione era una forma di epilessia ed i
risultati furono evidentemente deludenti. I nostri eroici predecessori
tuttavia non si
scoraggiarono e, dimostrando una perseveranza ammirevole, continuarono con i
tentativi.
Si intervenne per trattare nell’ordine: l’esoftalmo, il glaucoma, la
nevralgia del trigemino, l’atrofia del nervo ottico e un angioma della
carotide esterna (in una bambina di 7 mesi!).
Fu agli inizi del 1920 che Kotzareff (con un notevole colpo di
fortuna) intervenne su di una paziente di 46 anni affetta da iperidrosi
rimuovendo in anestesia locale due gangli cervicali e fu un successo. Una volta stabilite le indicazioni (iperidrosi, aritmie e condizioni vasospastiche) la strada fu in discesa e si ebbero continui progressi sia sul
versante delle conoscenze anatomiche e fisiologiche sia su quello della
tecnica chirurgica.
Nel 1927 Kuntz descrisse l’omonimo nervo che è una variante anatomica presente nel 10% della
popolazione e responsabile di numerosi casi di denervazione incompleta negli
interventi se non individuato e resecato. In quegli anni vennero messe a
punto anche la maggior parte delle tecniche a cielo aperto.
Per accedere al simpatico nelle
tecniche a cielo aperto sono state adottate diverse
vie:
|

|

|

|
|
Accessi Posteriori |
Accessi laterali |
Accessi anteriori |
|
( Adson )
( Morone )
|
( Atkins
- Ross )
- Sottoscellare
- Toracoascellare
( Palumbo )
|
( Lèriche, Fointaine,Telford
)
( Goetz ) |
E gli interventi effettuati sono stati diversi :
| 1) sezione sotto lo
stellato |
2 ) Stellectomia |
3) Intervento di Mentha |
|

|

|
 |
|
4) Intervento di
Smithwick |
5) Intervento di Adson
|
6) Intervento di Telford |
|
 |

|
|
l'estensione dei diversi
interventi proposti nel corso degli anni dai chirurghi che si sono interessati
al problema è stata spesso diversa:
|
Autore e anno della prima segnalazione
|
Vengono
asportati i gangli toracici evidenziati in rosso
|
|
Kirgis e Kuntz 1938
Dillon 1941
|

|
|
Kuntz 1938
|

|
|
Hydemann e Wolkin 1942
|

|
|
Learmonth e Richards 1943
Ray 1943
|

|
|
White 1948
|

|
|
Fulton 1938
|

|
|
Atlas 1941
Goetz e Harr 1944
Mandl 1947
Goetz 1949
|

|
|
Herd e Riddock 1940
|

|
|
Foster 1939
|

|
|
Gask e Ross 1934
Sheehan e Marrazzi 1941
|

|
|
Thomas 1926
|

|
Un numero così elevato di proposte
indica che
(a) il consenso su di un tipo di
intervento non era così chiaro e automatico
(b) l'interesse
per questa affezione era ed è molto forte.
In questo caso le tante proposte non devono disorientare o preoccupare,
ma al contrario possono essere un elemento di sicurezza e di garanzia che le
attuali proposte terapeutiche sono ben ponderate e consolidate da molti anni di
pratica.
attenzione : molto del materiale di questa
pagina è stato mutuato dal dott. Pietro Diviacco al cui sito web si rimanda
http://www.iperidrosi.biz/
Data ultimo aggiornamento
della pagina :22/05/2011
|